Altre Storie di Apple, grazie!
Dopo la prima approfitto una seconda volta dell’ottimo servizio di monitoraggio Crazy Egg per mostrare qualche dato sui visitatori di uno dei siti che curo.
Questa volta sul banco c’è Storie di Apple.
Al momento, dopo tre mesi fitti di testi, l’iniziativa è in fase di riorganizzazione di contenuti. Per fortuna in questi giorni non ci sono ricorrenze quindi posso tirare un po’ il fiato ma avere un’idea dei movimenti mi aiuta a aggiustare il tiro e riflettere su cosa funziona e cosa meno come navigazione ma anche come argomenti per il futuro.
Monitorare i click dei visitatori, infatti, vuol dire anche vedere quali tematiche riscuotono successo e su Storie di Apple gli articoli nelle categorie “Lo sapevate che…” (il cuore dello spunto iniziale dietro al sito) e “Novità” sono in testa, seguite da “hardware” e “software”. Meno bene vanno invece gli altri argomenti come “Personaggi”, “Letture” o “Design” e “Calendario” e tragico il risultato per “Eventi”. Mi stupisco sopratutto per il primo, sotto cui ci sono secondo me alcune delle cose migliori -come originalità e lavoro di ricerca- di Storie di Apple. Proverò a rinominarli in diciture più accattivanti o a studiare un’alternativa se non proprio l’eliminazione.
Tra i più selezionati c’è anche la testata grafica che però non conto per due motivi. Anzitutto perché è uno strumento che fa parte della navigazione ed è il mezzo che permette di tornare alla home quindi mi aspetto un uso frequente. Il secondo motivo è che uno degli assunti del design interattivo (e quindi del webdesign) è proprio che immagini e oggetti di dimensioni grandi attirano immancabilmente i click dell’utente.
Mi fa ovviamente piacere che i visitatori vadano anche a vedere chi sia l’autore del sito ma ancora meglio è il risultato fenomenale in fondo alla pagina web ma in cima alla lista: con il doppio dei click del secondo risultato, “Storie di Apple più vecchie” è il link più selezionato in assoluto ed un chiaro segno che chi capita sul sito sembra gradire quanto vede, si ferma e prosegue nella lettura o quantomeno nella ricerca.
[…] Per il resto non mi posso lamentare: queste statistiche mostrano un buon flusso di lettori (la media giornaliera è di poco sotto le 200 visite secondo Shinystat) fedeli e in crescita. Ancora più importante è che non si tratta di un pubblico “mordi e fuggi”: i dati di Crazy Egg mostrano che i lettori “vogliono di più” e si fermano a scorrere e leggere il materiale più “vecchio”. Altri testi recenti: « E se facessimo un RetroCamp? « […]