del.icio.us hacking: networking gastronomico

Pubblicato il: 05/10/2006 — Tematiche: appunti,del.icio.us,informatica,soluzioni,Web 2.0

Massimo Moruzzi di dotcoma.it, nei giorni seguenti al BzaarCamp06, scherzosamente ha affermato che con del.icio.us il sottoscritto probabilmente ci fa pure il caffé. Ringrazio per il complimento implicito ma smentisco: è un hack davvero eccessivo ed improbabile a meno di qualche aiuto dalla domotica.
Non vedo però così improbabile e folle l’idea di archiviare e gestire tramite del.icio.us le proprie ricette culinarie.

logo nezmar fatto con il ciboIl titolo potrebbe includere il nome della preparazione ma anche l’apporto calorico/lipidico e quante persone sfama la portata suggerita.
I tag possono indicare sia il tipo di pietanza (primo, pasta, sugo) che l’origine geografica (Italia, mediterraneo), elencare gli ingredienti (pasta, aglio, olioevo, macinato, manzo, basilico, sale) che altri dettagli nutrizionali (carboidrati, proteine) o ancora essere d’ausilio in diete o patologie (diabetici, celiaci) o per tabù alimentari (vegetariani, musulmani).

A questo punto la sfida si sposta nei 251 caratteri che sono il limite massimo del campo per la descrizione/commenti: entro questi bisognerà elencare sia ingredienti e peso che la procedura della ricetta. La vedo abbastanza dura ma una soluzione sarebbe quella di evitare l’elenco iniziale (gli ingredienti sono già sciorinati nei tag) optando per l’indicare le quantità man mano che si procede nelle istruzioni di preparazione e cottura.

Chi vuole provare e poi riferire nei commenti o via email i risultati?

p.s. Buon appetito. :)

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Alla ricerca del blog minimale con del.icio.us

Pubblicato il: 04/10/2006 — Tematiche: appunti,cms,del.icio.us,informatica,soluzioni,WordPress

Stimolato da una nota scherzosa di Massimo Moruzzi su dotcoma riparlo anche qui dell’esperimento tecnico e formale con del.icio.us e WordPress che ho condotto da maggio ad agosto di quest’anno.

icona di deliciousQuasi tutti i post su nicoladagostino.net/extra, o meglio quelli con tag “networking culturale” sono infatti stati scritti esternamente e poi semplicemente riversati in automatico su WordPress dal sito di networking sociale per mezzo di un account apposito.

Per i dettagli tecnici consiglio la lettura dei due post “del.icio.us al servizio di…” (tra i pochi ad essere stati scritti direttamente nel CMS), migrati qui dopo la chiusura dell’esperimento e inseriti nella categoria “soluzioni”. Aggiungo che mi sarei potuto limitare alla sola lista dei bookmark, che “funzionava” già da sola come blog. La scelta di pubblicare il tutto via WordPress è stata un di più e cercava quegli aspetti addizionali che la piattaforma offriva (controllo su hosting e aspetto, commenti, navigazione più raffinata).

account nda di deliciousMeritano invece qualche considerazione gli aspetti formali di questo (ab)uso di del.icio.us come significante di qualcosa di più che appunto di sito da visitare.

Si tratta anzitutto di un’esplorazione e di un esercizio di brevità e concisione per chi come me scrive articoli e news (ma anche segnalazioni e vari interventi pubblici). L’esempio più attinente a questo impulso verso il minimale è quello rappresentato dagli SMS dei cellulari, problema su cui mi ero soffermato per un po’ ma che ho poi affrontato e “risolto” in maniera indiretta tramite il servizio xfruits che converte ed abbrevia i feed Rss (ad esempio quelli del mio sito-portfolio). Nel caso di del.icio.us lo spazio da 160 caratteri sale a 250, quelli del campo “notes” in cui andrebbe la descrizione o i commenti al preferito archiviato sul servizio di social bookmarking.

icona di cocoaliciousA lavorarci sopra e con qualche accortezza il post di del.icio.us ha un respiro sufficiente a spiegare e comunicare i dati salienti ma anche a fornire commenti o approfondimenti. La chiave sta anzitutto nell’integrazione con il titolo. Questo, seppure breve, può e deve costituire la prima unità di significato e al tempo stesso fluire senza soluzione di continuità nella descrizione, che deve proseguire e non replicare quanto già scritto.

Altre accortezze necessarie sono la scelta di vocaboli brevi (al bando aggettivi e avverbi, specie quelli suffissati in -mente) e la presenza di link accorciati per dare coordinate e approfondimenti, ma solo tramite l’accoppiata con WordPress. Con TinyUrl (tinyurl.com/), elfurl (http://www.elfurl.com/) o altri servizi equivalenti si possono infatti ridurre notevolmente gli indirizzi, ma non basta. del.icio.us infatti lascia gli url così come sono, testuali, e tantomeno accetta tag HTML (che comunque ruberebbero caratteri preziosi). E’ invece risolutorio un plug-in chiamato “Auto-Hyperlink Urls” che trasforma il testo inerte in link ipertestuale aggiungendo una ulteriore dimensione semantica (ma anche semiotica) alla entry dei bookmark.

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I feed al nostro servizio

Pubblicato il: 03/10/2006 — Tematiche: collaborazioni,feed,immagini,informatica,segnalazioni,tutorial

E’ online la mia versione dell’articolo “Crea un giornale personalizzato” apparso originariamente in aprile su Total Computer.

Il lungo testo parla dell’uso e dei vantaggi dei feed come moderno strumento professionale di informazione e aggiornamento e include recensioni e tutorial su Google Reader e FeedDemon ed una panoramica su altri servizi tra cui Bloglines, Newsgator e FeedBucket.

Feed in Firefox

Per l’occasione anche questa volta come gi per il pezzo sulle webapps ho messo online una delle immagini su Flickr.

L’intento di cercare di offrire oltre che una risoluzione maggiore anche pi dettagli il sistema di note: nello specifico ho annotato un mio schema realizzato per la rivista spiegando nei riquadri i vari passi nell’importazione dei feed nel browser Firefox con il comodo plugin Sage.

Il post-BzaarCamp

Pubblicato il: 02/10/2006 — Tematiche: appunti,del.icio.us,eventi,immagini,informatica,networking culturale

A 36 ore dalla conclusione del Bzaar Camp di Milano ecco qualche aggiunta a quanto scritto in tempo reale sabato scorso.

t-shirt del bzaarcamp06Anzitutto segnalo che ho corretto qui e là la cronaca originale per renderla più leggibile, modificando ed aggiungendo link ai relatori e sanando incompletezze ed errori di battitura: erano piccoli ed inevitabili dazi da pagare vista la natura “live” del tutto e la mia voglia di partecipare e discutere oltre che di fruire e testimoniare. Sfrutto poi Tiziano Fogliata per estendere i miei ringraziamenti a chi non ho conosciuto direttamente ma ha collaborato per fornire le basi del BzaarCamp, nello specifico Stefano Vitta/FON per la connettività Wi-Fi, e Jtheo per i badge (utilissimi) e il gradito bonus delle magliette.

Prossimamente verrà pubblicato un reportage ufficiale per Mytech Mondadori ma nel frattempo è comparso già qualcosa sul sito di Apogeo, la casa editrice milanese che ha ospitato i circa settanta intervenuti che si sono affastellati su sedie, pavimenti, stipiti e tavoli.

Qualche considerazione penso si possa fare senza ombra di smentite.
Nonostante tutti i suoi limiti, tra cui la milanesità dell’evento, il prevedibile effetto di “predicare ai convertiti” e il fatto che per motivi di tempo e spazio -spero- non tutti hanno contribuito attivamente) dai post sui blog emergono valutazioni unanimamente positive sul BzaarCamp anche per il clima di “disponibilità ed umanità”.
Inoltre comune a presenti come ad assenti è l’intento a raccogliere quanto detto e prodotto al BzaaarCamp al di là di stringati e parziali
elenchi ed appunti di getto così come a proseguire ed espandere le tematiche esposte e dibattute.

Tra ieri e oggi su www.maestrinipercaso.it hanno trasformato le registrazioni fatte dal formato wav in più comodi e leggeri mp3.

annuncio per deilicious al bzaarcamp06Io quindi segnalo il link diretto al mio intervento su del.icio.us, risegnalo gli scritti online su .nezmar. ma non solo: viste le molte reazioni interessate ma a scoppio ritardato prometto di dedicare perlomeno qualcuno dei prossimi testi qui su www.nezmar.com a riproporre ed espandere usi e abusi del servizio di social networking mostrati nella saletta Newton di Apogeo.

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Appunti dal BzaarCamp (in tempo reale)

Pubblicato il: 30/09/2006 — Tematiche: Apple,appunti,cms,eventi,immagini,informatica,networking culturale,personaggi

Con Nicola Koolinus Losito sono al BzaarCamp, l’incontro “aperto” che si tiene oggi sabato 30 settembre a Milano e di cui ho scritto una presentazione su MyTech, dove l’hanno definito l’ “anticonvegno”.

logo bzaarcamp06La presentazione in cui sono adesso è “rails vs. django vs. whatever” di Antonio Cavedoni.
Come da programma del BzaarCamp è un misto di introduzione, chiacchierata e scambio tra chi è già a suo agio con le tecnologie e le illustra (nello specifico si parla di framework per sviluppo sul web), chi ha un’infarinatura ed è interessato a nuove strade e anche chi preferisce altro e fa (simpaticamente/costruttivamente) ostruzionismo.
Dopo un po’ ci si è allontanati dall’aspetto squisitamente tecnico e ci si è spostati sull’adozione (o meno) da parte delle aziende italiane di linguaggi (tra cui Python), framework (Rails, Django) e piattaforme tecnologiche (Zope) per il web e per gli applicativi in rete.

Mentre scrivo sono seduto vicino a Baldo di www.sanbaldo.com che mi ha segnalato le prime foto già online su Flickr nel gruppo bzaarcamp06 e nel set di Vidharr (che pare si chiami Samuele), lo stesso tag usato anche su Technorati (altri si trovano in fondo al testo con il loro bravo link).

Per la cronaca ci sono portatili Apple a profusione, perlopiù nuovi MacBook bianchi e qualche nero (esteti?) ma si vede anche qualche “vecchio” Powerbook G4.

I contenuti si confermano estremamente eterogenei: uscendo dalla sala in cui si parla di sviluppo web mi sono ritrovato a discorsi su code di rospo e trippa. presumo sia l’intervento “Semiotics of Cooking for geeks” di Chiara.

tag wifi bzaarcamp06In orario di pranzo mentre alcuni (molti) si dileguano Federico Fasce parla di “Internet e capitale sociale. Dal bowling ai MMORPG” con slide ricercate ed accattivanti (e una padronanza notevole dell’argomento e dei termini).
Nel suo breve intervento si è parlato di ed è stato contestato il blogroll come lo si intende attualmente, in relazione al bridging ed al costruire un “capitale sociale”. Interessante anche la messa in dubbio delle risposte sempre e comunque (anche quando non si ha nulla da dire di pertinente, aggiungerei io) su forum/commenti che si contrappone alla pratica dell’interpellare “esperti” in materia. La discussione a seguire torna e si concentar su blogroll/feed, valori impliciti della presenza nel primo e integrazione/sincronizzazione dei due con testimonianze e suggerimenti di chi usa Bloglines per generare dai feed il blogroll, tramite tag selezionati.

Per il pomeriggio ci sarà qualche recupero e un assestamento delle tempistiche: la mezz’ora
prevista non basta e le presentazioni della mattinata si sono accavallate e intrecciate.

persone al bzaarcamp06Sempre sul social networking è l’intervento dei creatori di 2spaghi.it dal titolo “users generated content: lurkers vs. partecipanti attivi”. Le statistiche di 2spaghi confermano le varie teorie del 1:10:89 con solo il 2% degli italiani capitati sul sito che si sono registrati e solo una piccola parte di questi (47% dei registrati e solo 1% dei visitatori) a creare contenuto. Per 2spaghi.it il contenuto è principe e lo sforzo è stato ed è quello di facilitare ed invogliare l’inserimento. Ciononostante sinora non si sono prodotti effetti (nel database di ristoranti all’apetura ce n’erano 50’000 inseriti dai creatori e sino ad ora se ne sono aggiunti “solo” 500).La domanda che si pongono è “come migliorare la situazione?”, una domanda che non si esaurisce con il BzaarCamp e che è rivolta anche ad altri siti e comunità con l’approccio sociale. Nella discussione a seguito si sono quindi inseriti diversi altri partecipanti, in primis Claudio di Scrive.it: tra le tematiche dibattute c’è la riduzione della maschera di inserimento o automatizzazione di alcuni dati e dall’altro gli aspetti personali, sociali (competizione tra gli utenti, ad esempio) ed utilitaristici dell’inserimento di contenuto. Un dubbio emerso è quello se per caso avere una base di dati di partenza sostanziosa non sia stata una scelta sbagliata. Buona l’affermazione di Claudio (che Nicola Losito più tardi mi dirà utente Linux di lunga data) che ne riassume la strategia: “è una cosa per persone egoiste. Però tante persone egoiste insieme possono fare qualcosa di utile per molti”.

persone al bzaarcamp06Poco dopo ho dato anche il mio piccolo contributo parlando e sparlando di del.icio.us. Ho portato ad esempio i miei quasi 4000 url, l’uso personale e lavorativo che ne faccio ed un anno in cui ho esplorato attivamente molti dei modi e motivi dell’uso di questo servizio di annotazione (sociale) di bookmark. Sanbaldo nel suo seguire il Bzaarcamp ha una nota con un link ai miei testi in tema su .nezmar. che di quanto detto a Milano è stata la base. Sul sito di Maestrini per caso (vedere link in fondo) si trova anche la registrazione in audio in formato .wav.

Menzione speciale per i dolci e spiritosi So.net(ti) tassativamente in rima di Dario Violi, il cui intervento goliardico archivio sotto “come sdrammatizzare Internet”. :)

Dario è stato seguito dall’intervento di Leandro “Da UI a xUI”, sulle “interfacce emotive” che puntava agli sforzi per migliorare le UI, il codice sottostante ma sopratutto le concezioni di come debbano e possano essere. Filmati, un po’ di storia (Engelbart, Minsky, Apple) ed altri esempi pratici e teorici per capire meglio passato, presente e futuro dell’usabilità delle interfacce uomo-macchina con considerazioni su alternative alle attuali: quella tattile ma senza mouse o via voce o ancora tramite lo sguardo.

Una lunga ed animata discussione ha seguito “Letture digitali: come trovare, convertire e leggere ebook per squattrinati” di Antonio Cavedoni di cui purtroppo ho perso l’incipit. L’intervento pare aver dato la stura a sfoghi e considerazioni -anche lievemente polemiche- sulla situazione del mercato editoriale universitario (e in generale della formazione) italiano e sulla pratica/convenienza delle fotocopie da parte di studenti e docenti.

Verso le 18:30, poco prima di uscire, è stata improvvisata miniriunione per tirare le somme sul BzaarCamp con primi feedback e pensare ad un prossimo appuntamento, in cui ho fatto anche un po’ il bastian contrario (come si fa a non parlare male di Powerpoint e della cultura delle slide?). ;-)
Per gli aspetti positivi riporto e condivido la considerazione scritta su Digital Meadows:
“bello notare come persone che mai si erano incontrate prima potessero così facilmente mettersi a discutere tra loro, come se l’evento stesso creasse una certa atmosfera di familiarità tra i partecipanti.”
Per il resto tutti concordi: il BzaarCamp si rifarà. Resta solo da scegliere il dove (Roma? Agriturismo in Toscana? Torino?) e quanto a lungo. Per quest’anno intanto tutti gli apprezzamenti vanno ad Apogeo e a Riccardo Cambiassi che ha fatto da squisita e discreta liason.

Lista di blog e siti che hanno scritto del BzaarCamp06:
www.andreabeggi.net
www.sanbaldo.com
www.dblog.it
www.rinero.it
im.digitalhymn.com
www.maestrinipercaso (con l’audio di sei interventi tra cui il mio)
www.simbul.bzaar.net/blog
http://www.bloggers.it/aghenor

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Quota quattro su faqintosh

Pubblicato il: 27/09/2006 — Tematiche: Apple,informatica,risorse,segnalazioni,software,soluzioni

Alle informazioni da me curate sul sito Faqintosh si è recentemente aggiunto un quarto contributo.

Dopo la lettura dei feed RSS, su quali Mac possono fare il boot da disco USB e su dove trovare dell’usato per Mac su Internet? è la volta di Internet Explorer per Mac non esiste più sul sito Microsoft, come lo trovo?.

Come per le altre faq, si tratta di informazioni date spesso sul newsgroup it.comp.macintosh: quando la frequenza di una domanda raggiunge una soglia numerica la risposta viene trasformata in un numerino da consultare su Faqintosh, nel più classico spirito di Internet.
Un aspetto curioso e divertente della messa online di questa faq è che le informazioni sono sì tutte mie come anche il “tenere conto” ma la creazione della (breve) faq e la compilazione sono state curate in pochi minuti dagli altri volenterosi frequentatori e autori del sito che hanno poi assegnato a me i credits. Niente male come metodologia di lavoro. ;-)

Piccola storia della musica digitale

Pubblicato il: 26/09/2006 — Tematiche: collaborazioni,informatica,personaggi,recensioni,segnalazioni

napster is deadTroppo spesso su riviste, siti e blog si parla di servizi e nomi quali Napster, di formati come l’Mp3, AAC e WMA o di DRM e tecnologie di protezione e gestione dei diritti senza che venga fornita una prospettiva storica adeguata entro cui inquadrarli e contestualizzarli.
Con l’uscita della quarta parte di “Musica digitale per tutti, o quasi” su MusicBlob.it si conclude il mio tentativo di fornire un quadro di alcuni eventi che hanno lasciato il segno e trend ricorrenti nel settore della musica su Internet.

Per chi non avesse seguito la pubblicazione, le varie parti, elaborate in luglio e agosto e poi finalmente durante tutto il mese di settembre, sono state:

1) “Tutti online”
Musica digitale, mercato, formati e tecnologie di protezione. Ecco un quadro con i protagonisti principali, le loro posizioni e le armi nel contendersi i favori del pubblico.

2) “Gli schieramenti”
Continua il quadro su musica digitale e tecnologie di protezione: vediamo i formati e le scelte di campo dei principali attori sul mercato.

3) “Le protezioni”
Dopo i formati e le aziende che li usano esploriamo le pratiche in atto per la “protezione” degli interessi delle etichette. A tutti i costi.

4) “Addio al CD?”
Dai file ai CD: la strada per applicare i paletti del DRM anche ai supporti (digitali) Compact Disc purtroppo breve.

Aggiungo anche un paio di note sulla genesi dei pezzi.
Gli articoli sono riconducibili alla lontana ad un pezzo scritto lo scorso anno per Total Computer e ne condividono lo sforzo di volgarizzare e schematizzare gli eventi ma in realt quanto scritto una sorta di memoria storica frutto delle esperienze fatte con Nicola “Dj Batman” Battista, che mi ha assistito controllando i fatti e fornendo preziosi dettagli durante la stesura.
Nella seconda met degli anni ’90 il mio omonimo si lanciato un’impresa di distribuzione di musica online, un’iniziativa coraggiosamente e cocciutamente pionieristica (sopratutto se si considera che parte dall’Italia) in cui sono stato coinvolto a pi riprese sia come socio che come artista distribuito (ma questa un’altra storia).
Questi quattro articoli e gli altri che appaiono su MusicBlob sono quindi anche un modo per lasciare traccia dell’avvicendamento rapido di nomi, proposte, formati e idee che si sono affastellati negli ultimi anni e a cui abbiamo assistito sia dall’esterno che dall’interno, in balia del panorama ancora incerto e in fieri della musica digitale.

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