Stimolato dalla direzione tecnica (finalmente!) intrapresa in una discussione sull’iPhone sul newsgroup it.comp.macintosh ho scartabellato un po’ tra le cartelle di sistema di OS X dell’iPod touch.
Uno dei primi risultati è una stranezza relativa al codice che gestisce la configurazione della connettività Wi-Fi.
Su un iPod touch con Firmware 1.1.4 (con jailbreak) il bundle dell’Airport non si chiama così ma con la parola equivalente in spagnolo, Aeropuerto.
Per chi volesse controllare, magari su un iPhone o su un altro iPod touch con Firmware diverso il percorso esatto è /System/Library/SystemConfiguration/
Il termine è presente anche nel file info.plist contenuto nel bundle
Le mappe di Google Maps hanno la cache: se con la connessione guardate una zona, il software manterrà i dettagli anche quando sarete offline (purché non si spenga o riavvii)
Con il firmware 1.1.4 gli italiani devono adeguarsi al fuso di Bucarest: no, inutile, inutile insistere su Roma.
È un buon attrezzo per fare scansioni di reti Wi-Fi. Con il jailbreaking e l’installazione di qualche programma da buono diventa ottimo.
l’iPod touch crede di essere un iPhone: ha le suonerie dell’iPhone e in molti programmi se gli date il comando di azionare con la fotocamera lui obbedisce (e scatta a vuoto).
È un sistema Unix, con le stesse basi dei Macintosh ed una shell zsh.
Va ‘in palla’ se in /Applications (e quindi nella Springboard) ci sono sono troppi software. Cosa vuol dire ‘in palla’? Resta sulla schermata con la mela e non arriva alle icone. Quanti sono troppi software? Beh a me lo ha fatto con circa una settantina di programmi.
Uno dei tabù con cui mi sono scontrato in questi anni da professionista dell’informazione tecnologica è quello legato al retrocomputing.
Qui e lì sono riuscito a far approvare o infilare qualche stranezza, come un webserver su un Apple II o un “funerale” a un mainframe o qualche occasionale reportage di manifestazioni (meglio se sui giochi). A livello generale però la risposta a trattazioni più continue e di ampio respiro sull’hardware e sul software che ha fatto la storia dell’informatica è stata quasi sempre: retrocomputing? No, grazie.
Eppure leggo tra le offerte di collaborazione di HTML.it che si cerca un “articolista tecnologia vintage” e più precisamente di
Ricerchiamo appassionati di tecnologia per la realizzazione di contenuti editoriali originali a tema tecnologia vintage, ovvero software, giochi e prodotti hi-tech che hanno fatto storia…. o flop.
Anche News.com sembra voler evitare a tutti i costi il termine retrocomputing (al contrario del citato vintage) e nella descrizione di una sua rubrica iconografica si legge:
CNET Networks’ TechRepublic runs a regular feature called “Dinosaur Sightings” in which it takes a nostalgic look at vintage computers.
Pubblicato il: 04/05/2008 — Tematiche: Apple, eventi, idee —
Domenica prossima, l’11 maggio 2008, a Casalecchio di Reno (BO) c’è il MacDay, rituale incontro dell’utenza Macintosh italiana.
Vista la notevole diffusione tra gli utenti Mac dell’iPhone (anche se non ancora importato ufficialmente) e dell’iPod touch, il MacDay rappresenta un’occasione utile per un meeting (il primo?) estemporaneo degli utenti della piattaforma “palmare” di Apple di nuova generazione.
Il mio invito rivolto a tutti è di portare i propri iPhone ed iPod touch ed a fissare un incontro (o due) durante la giornata, magari nei momenti “morti” per scambiare informazioni, impressioni, trucchi, consigli, fare brevi dimostrazioni al volo su software, hardware, accessori ed altro ancora.
Gli interessati si facciano vivi nei commenti con proposte su come, quando, cosa.
Io ci sarò con il mio iPod touch stracarico di software e hack vari. :)
Realizzando delle traduzioni di tutorial per una testata italiana di informatica mi sono imbattuto in una localizzazione “creativa” del player video QuickTime di Apple. È probabilmente passata inosservata ai più perché relativa ad un’impostazione secondaria e non immediatamente accessibile.
Originale in inglese della finestra di dialogo di QuickTime:
Ecco la versione in italiano in cui “Deinterlace Source Video” è stato reso -chissà perché- con “Non intercaliate video sorgente”: