Domande feline

Pubblicato il: 17/10/2007 — Tematiche: Apple,appunti,comunicazione,humor,informatica,segnalazioni

Leopard - disco di installazioneDalla diffusione ieri, 16 ottobre 2007, del comunicato ufficiale di Apple Italia sulla data di disponibilità di Mac OS X 10.5 (Leopard) è un fiorire di news e annunci su vari siti web. A leggere alcuni degli articoli pubblicati sorgono però perplessità, in particolare sull’operato di testate prestigiose.

Ad esempio Repubblica nel suo “In arrivo Leopard, “il ritardatario”
dal 26 ottobre il nuovo Mac OSX”
sembra non essere molto addentro alla materia in oggetto
dato che scrive (il corsivo è mio):

“La sesta importante versione di Mac OS X (basato come le precedenti su Unix) che sostituisce il 10.4 “Panther” […]”

  • Semplice (s)Vista?
  • O quando si va oltre l’ambito iPod (o iPhone) c’è qualche incertezza nel fornire informazioni esatte?
  • Oltre al comunicato si saranno avventurati anche sul sito web
  • E già che ci siamo: avranno fatto controllare o rileggere il testo prima di pubblicarlo? Nel primo paragrafo ci sono almeno un paio di punti con preposizioni dimenticate sul campo.

 

Meglio ancora: il Corriere della Sera ha pubblicato ieri un articolo online intitolato “Apple: arriva «Leopard»” in cui verso la metà si legge:

“LA PROVA «SU STRADA» – Corriere.it ha provato Leopard in anteprima […]”

Anche qui vengono spontanei diversi quesiti:

  • L’avranno davvero provato?
  • E come avranno fatto a provarlo? Il prodotto sarà consegnato solo attorno al 26 di
    ottobre e la stampa è convocata addirittura per il 30.
  • Il Corriere della Sera o chi per lui (il Sig. Marco Gasperetti) ha un costoso account ADC come sviluppatore? Gliel’ha fornito Apple?

Ecco il mio oro! (cit.)

Pubblicato il: 16/10/2007 — Tematiche: appunti,comunicazione,del.icio.us,idee,segnalazioni,Web 2.0

C’è chi ha affermato che spesso gli interventi migliori non sono per sé ma per gli altri.

Ecco allora un po’ di commenti del sottoscritto pescati in giro per siti e community. Comincio con una selezione di quelli apparsi su OKNOtizie:

[Sulla definizione di social bookmaking, da me contestata]

Però si può tirare una linea tra servizi rivolti a organizzare i bookmark (del.icio.us, ma.gnolia e segnalo, ad esempio) e in cui la segnalazione ad altri è _accessoria_ e quelli in cui l’aspetto principale è proprio la segnalazione ad altri (come Digg e OKNOtizie) e viceversa il segnarsi l’indirizzo è questione privata dei lettori e spesso derogata ad altri strumenti e/o servizi.

[Sulla frequenza di pubblicazione su siti e blog]

Per parafrasare una nota e storica campagna pubblicitaria: “Lei scambierebbe due post freschi con il suo vecchio post approfondito e non superficiale?” ;-)

[Sul pubblicare “in tempo reale” cioé a ridosso della notizia]

Io le notizie le lascio a decantare un po’. È più salutare per me e per chi legge ciò che eventualmente scrivo. ;-)

[Statistiche blogbabel, affidabili?]

Come “classifica”? No.
E sopratutto: c’è davvero bisogno di una “classifica”?

Le molte morti dell’e-mail

Pubblicato il: 13/10/2007 — Tematiche: appunti,comunicazione,informatica,informazioni

18 novembre 2006
Io donna #47: Sai scrivere una mail?

L’e-mail? È una cosa da anziani

24 maggio 2007
Slashdot: Is Email ‘Bankrupt’?

The Washington post writes about a Venture Capitalist and blogger, Fred Wilson, who recently declared ‘e-mail bankruptcy’, wiping out his inbox and starting over […] [In] several public incidents, […] the flow of email is just too much to keep up. ‘If there is a downside to completely turning a back on e-mail, it’s not one many former users notice. […] Is email just too hectic a communication form for some people? Is email dead?

18 luglio 2007
News.com: Kids say e-mail is, like, soooo dead

The future of e-mail might be found on the pages of MySpace.com and Facebook.
“Sometimes I say I e-mailed you, but I mean I Myspace’d or Facebook’ed you,”

Consumare Internet

Pubblicato il: 27/09/2007 — Tematiche: appunti,comunicazione,non si dice opensurz

Da un comunicato Nielsen//NetRatings giuntomi ieri:

[…] un trend in parte già riscontrato anche negli ultimi due anni: le vacanze estive non allontanano più gli italiani dal web, ne riducono bensì i consumi.

Internet non si fruisce? Si consuma?

Come rendere “Burst Culture”?

Pubblicato il: 27/06/2007 — Tematiche: appunti,comunicazione,fumetto,idee,networking culturale,personaggi

Nelle note alla mia traduzione in italiano di “Burst Culture” chiosavo chiedendo consiglio su come rendere al meglio l’espressione di Ellis per descrivere e promuovere il panorama di brevi e veloci contenuti in formato digitale.

Dal newsgroup it.arti fumetti negli ultimi giorni arrivano alcune proposte formulate da due dei frequentatori più attenti e attivi:

  • Andy Royd propone “Cultura Esplosiva”
  • Giovanni “il_pellegrino” Scanzo offre invece le espressioni “Cultura pacchettizzata” e “Quanti di cultura.”

Le “firme” al tempo dell’editoria sul web

Pubblicato il: 07/06/2007 — Tematiche: appunti,comunicazione,informazioni,networking culturale

Un po’ per curiosità e un po’ per dovere autoimposto sto leggendo “Professione giornalista”, di Sergio Lepri.

copertina Professione giornalistaMi riprometto di riparlare del libro a lettura finita. Intanto estrapolo una parte che trovo interessante, per la precisione quella a pagina 80 in cui si parla di “Firme e qualifiche”:

“Una vecchia teoria, secondo la quale il giornale non doveva avere firme se non quella del direttore e doveva presentarsi al lettore come se fosse scritto da un’unica mano, è tramontata da anni. Oggi ogni pezzo riporta il nome e il cognome dell’autore (oppure le iniziali, se il pezzo non è ritenuto importante o se il nome e cognome appaiono già in calce a un altro pezzo), eccettuato il materiale d’agenzia (notizie e anche servizi) che quasi sempre appare anonimo. […]”

Il testo è del 1991 ma questa è la “seconda edizione: ampliata ed aggiornata” del 1999. Vediamo se e cosa è cambiato con l’avvento anche in Italia dell’editoria sul web ed in generale su Internet.

  • Il direttore: invisibile o quasi su Internet.
    Per trovarlo, se c’è, bisogna scartabellare le pagine dei “credits” o “chi siamo”
  • La firma dell’autore sul web c’è quasi sempre, in particolare negli “speciali”.
    Nella carta stampata i testi sono vicini e -a meno di ritagli del lettore- parte di un tutt’uno. Su web invece i singoli contenuti sono fruibili anche separatamente e tramite canali diversi. La presenza del nome dell’autore è non solo un diritto, un dettaglio da specificare sempre.
  • La firma dell’autore può non esserci o venire sottintesa nell’editoria “personale”.
    Mi riferisco a iniziative personali o progetti di tipo one man band (come sul mio Storie di Apple).
  • Le iniziali: talvolta invece della firma c’è il nickname che si può considerare -fatti i dovuti distinguo- un moderno corrispettivo online.

Immagine tratta da www.libreriauniversitaria.it

Ma cos’è il Web 2.0?

Pubblicato il: 02/06/2007 — Tematiche: comunicazione,humor,Web 2.0

Ritocco una mia definizione data qualche giorno fa sul newsgroup it.comp.macintosh:

Una serie di siti web che affermano di essere utili, pieni di gente convinta di comunicare.

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