Altri colori deliziosamente illegali

Pubblicato il: 03/06/2007 — Tematiche: del.icio.us, design, idee, informazioni

Nuova sequenza di esadecimali per superare la protezione AACS e nuova conversione in palette di colori css su del.icio.us.

other deliciously illegal web colors

Anche questa volta è stato necessario aggiungere degli zero (quattro) finali per pareggiare la cifra ma rispetto alla precedente mi pare cromaticamente più spenta.

Tutti i dettagli su come creare un bookmark del genere con colori invece di indirizzi sono nella entry “del.icio.us hacking: le palette di colori”.

Quegli esteti della IBM

Pubblicato il: 16/05/2007 — Tematiche: design, immagini, informatica, risorse, segnalazioni

Da it.comp.retrocomputing apprendo dell’archivio iconografico di processori CPU Photo Library e trovo conferma che i progettisti hanno un cuore da esteta.

Questi due processori di IBM cuore del S/390 ne sono uno splendido esempio:

CPU s/390

colori deliziosamente illegali

Pubblicato il: 06/05/2007 — Tematiche: del.icio.us, design, idee, informazioni

Ho creato e messo su del.icio.us una palette di colori per il web basata sulle sedici famigerate coppie hex (esadecimali) usabili per superare la protezione AACS. Ho aggiunto quattro zeri finali perché nei colori per il web (HTML o CSS) le coppie di cifre vanno raggruppate a sei a sei.
deliciously illegal web colors
Per chi fosse interessato tutti i dettagli su come creare un bookmark con colori invece di indirizzi sono nella entry “del.icio.us hacking: le palette di colori”.

deliciously illegal colors

Pubblicato il: 03/05/2007 — Tematiche: Linux, del.icio.us, design, english, idee, informazioni, segnalazioni

I created and put on del.icio.us a palette of web-colors corresponding to the infamous sixteen “illegal” digits comprising the AACS key. The hex(es) are grouped by six with four final zeros to even the number.
deliciously illegal web colors
The background and how-to is in the (italian only, sorry) “del.icio.us hacking: le palette di colori” entry.

nezmar-css: 1 a 1

Pubblicato il: 02/05/2007 — Tematiche: WordPress, cms, design, soluzioni

Sono reduce da una sessione di feroce editing del foglio di stile del tema attualmente in uso su www.nezmar.com, FirstD.

Seppure relativamente semplice come tema il CSS di FirstD interviene in diversi punti sull’aspetto di testo e immagini.
Uno di questi mi lasciava perplesso: la spaziatura alle immagini che mettevo a mano non compariva e altrove, in caso di ripubblicazione dei contenuti, sì. Un esempio era la minirecensione di “Manga” di Paul Gravett disponibile via feed (completo, eh) su LiveJournal che risultava più leggibile dell’originale su nezmar.com

A forza di hackpulation del foglio di stile (chi ha detto che ci semplificano sempre la vita?) del tema ci sono arrivato. Era proprio in cima, cosa che non mi aspettavo, dato che cercavo un tag IMG o caratteristiche dei link A.
Nella dichiarazione originale si trova

* {margin:0; padding:0;}

L’ho ridotta a:

* {padding:0;}

E ora testo ed immagini “respirano” di più. :)

Per una navigazione migliore dei blog: la home

Pubblicato il: 01/03/2007 — Tematiche: WordPress, appunti, cms, design, soluzioni

Una scansione di un mio appunto mi aiuta a riparlare di usabilità e navigazione dei blog. O meglio del discorso “home page” come strumento di benvenuto, orientamento e riassunto dei contenuti.

nezmar.com home redesign (web design index)L’immagine che vedete qui di lato è una bozza di schema e color-coding del redesign (uno dei tanti) mai portato a termine della home di nezmar.com.

Doveva essere in tre lingue (italiano, inglese e anche slovacco, mia lingua madre) e con estratti dalle varie tematiche stipati dentro layout tratto da un Web Design Index Annual ed e adattato al CMS Wordpress. Ma sopratutto doveva allontanarsi dalla formula “taglia unica” delle home dei blog e siti realizzati con i CMS.

Nello specifico Wordpress permette di avere una “home” distinta dalla pagina in cui mostra il singolo contenuto. L’uso di questa funzione, presente solo in alcuni temi di Wordpress, potrebbe essere una strada per fare due passi piccoli ma rilevanti nel webdesign:

1) allontanarsi dalla forma rigidamente cronologica del blog, cosa che però sconcerta alcuni, come ho notato dai commenti in prvato di Koolinus quando ne ho adottata una per alcuni mesi

2) adottare un altro sistema di organizzazione e valorizzazione del materiale sul proprio sito, che magari riduca la rituale pratica di riassunti e riproposizioni.

Credits, link, via ed altre storie

Pubblicato il: 08/11/2006 — Tematiche: design, networking culturale, soluzioni

Sembra difficile indicare in maniera discreta ma adeguata le fonti di ciò che si pubblica.
E’ un compito che pare addirittura titanico ad osservare pratiche, abitudini, mode del web e in particolare della fuff^^blogosfera internazionale ed italiana.

Si va da eccessi di citazionismo che rischiano di inficiare la fruizione di quanto scritto (nel caso di testi minimali o frammentari per le troppe virgolette e citazioni altrui) passando per cose un po’ dubbie come il recente abuso semantico del termine “via”, fino alla mania del “celebrity through obscurity”. Della fonte, ovviamente.

Se da un lato abbiamo esempi di grande correttezza in cui devo citare Enore Savoia di Enetweb che addirittura indica quando riprende da del.icio.us. dall’altro abbiamo la fobia reiterata del link in ogni salsa da parte di siti istituzionali. Caso abbastanza eclatante è quello di Repubblica.it più volte ripresa da Luca Conti su Pandemia e dal cui connubio con agenzie stampa un po’ superficiali è scaturita anche una discussione su OKNOtizie.com.

Storie di Apple link, copy e credits (color coding)Nel mio piccolo su MusicBlob e Storie di Apple abbiamo dovuto, o meglio voluto, affrontare link e fonti come se si trattasse di una testata editoriale ed al tempo stesso in forma trasparente e senza eccessi.
E’ il risultato di avere dietro alle iniziative una squadra composta da un quasi-legale e da un fissato dell’usabilità, entrambi poi nel duplice ruolo di autori ma anche detentori di diritti che si gradirebbe fossero riconosciuti.
Si è quindi optato per indicare sì sempre tutte le fonti ma per:

  • mettere le fonti primarie nel testo stesso, con link sulla parola sforzandoci però di rendere comunque comprensibile tutto anche senza andare sul sito indicato (in verde nell’immagine d’esempio)
  • spostare l’indicazione di diritti, copyright, fonti secondarie ed iconografiche in maniera più sobria nel metatesto e nelle parti accessorie del sito (in giallo nell’immagine d’esempio)
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