Meet John Maeda

Pubblicato il: 27/02/2007 — Tematiche: eventi, grafica, networking culturale, personaggi, segnalazioni

John Maeda - Media Guru?È appena uscito il mio articolo "Le leggi flessibili della semplicità" in cui per MyTech ho provato a riassumere lo squisito incontro milanese “Meet The Media Guru” con John Maeda del MIT medialab lo scorso 20 febbraio.

Saputo dell’incontro (non ricordo dove) il pomeriggio prima ho deciso ed organizzato una sortita in poche ore, vantaggio dell’essere un libero prof^^forzato della new economy. Già che c’ero ho combinato anche un breve ma proficuo rendez-vous con l’ottimo Andrea Grassi (di Total Computer) che come suo solito era sulla via dell’ennesima conferenza stampa.

platea Meet The Media Guru - io sono sulla sinistraHo passeggiato per qualche ora in zona Moscova/Porta Garibaldi e alle 19, nonostante un’organizzazione ben poco… organizzata, ero nelle prime file nella Mediateca di Santa Teresa. Qui ho reincontrato i Leandro Agrò e Davide “Folletto” Casali il cui PhotoShakr era usato per l’introduzione della serata, dedicata all’ultima fatica di Maeda, il progetto/sito/libro "Laws of Simplicity".

John Maeda è interessato sopratutto alle domandeaLa serata è andata oltre le mie più rosee aspettative con un intervento stimolante, intelligente ed istrionico al tempo stesso.
Il mio rispetto e ammirazione (nonché pizzico d’invidia) per Maeda -se possibile- sono cresciuti ulteriormente. Un grande designer, grafico, programmatore e ricercatore ma sopratutto un uomo che non si siede sugli allori ma è “interessato alle domande" e non propina alcuna regola o lezione al pubblico, se non decantare le meraviglie del mondo che ci circonda e il valore degli amici e del buon cibo.
Davvero niente male come “guru”.

The Filth: istruzioni per l’uso

Pubblicato il: 16/10/2006 — Tematiche: fumetto, grafica, personaggi, recensioni

La scorsa settimana ho ricevuto, insieme ad altri libri, anche la raccolta brossurata in volume unico della serie “The Filth” di Grant Morrison, Chris Weston e Gary Erskine per la DC/Vertigo.

Non ho intenzione di fare una recensione per vari motivi, uno dei quali è che sono stato il traduttore in italiano dei 13 albi per la Magic Press e ho già contribuito con alcune note e dettagli sull’opera.

The FilthVoglio invece evidenziare come nella versione raccolta il fumetto sia introdotto non da una prefazione di questo o quel personaggio noto e tantomeno da retroscena di autori o curatori. Ci sono invece tre pagine intitolate “Patient Product Information” che scimmiottano delle (finte) istruzioni per l’uso dei medicinali, quelle dette in gergo dei bugiardini.

Le pagine, un elenco di consigli, indicazioni e controindicazioni alla lettura di “The Filth”, sono in perfetta armonia tematica e grafica con le seguenti trecento pagine di fumetto e anche con la quarta di copertina. Ancora più rilevante (e secondo me palese) è che si tratta un modo ironico in cui lo scrittore ed ideatore, Grant Morrison, ha voluto rispondere a chi tra lettori e recensori ha bollato la serie con un “non si capisce niente!”

Graficamente ricercate come le copertine della serie (realizzate dallo studio Segura) questa pagine sono un esempio di metatestualità che si aprono con

“Warning! Be Careful!”

servono ad esternare le tematiche ed il pubblico a cui Morrison si rivolge con The Filth

“all manner of disorders including Internet pronography addiction, insomnia, grief, ‘mid-life’ crisis, schizophrenia, the ignorance of samsara and the 21-st century blues”

ma sopratutto per sottolineare che

“The Filth contains the active ingredient metaphor

Ergo: si consiglia vivamente l’astensione dalla lettura a chi difetta di sentimenti, immaginazione e di ironia. ;-)

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del.icio.us hacking: le palette di colori

Pubblicato il: 06/10/2006 — Tematiche: Web 2.0, appunti, del.icio.us, design, grafica, immagini, informatica, tutorial

Durante l’intervento su del.icio.us sabato scorso al BzaarCamp ho notato che mentre è abbastanza nota l’anteprima automatica degli url delle foto su Flickr (ad esempio quelle mie del BzaarCamp06) sembrano invece essere in pochi a conoscere la funzione di archiviazione dei colori.

delicious ColorSchemeE’ un furbo hack che permette di segnare (e mostrare) non indirizzi ma palette di colori in forma di “chip”, sulla falsariga delle pecette Pantone tanto care ai grafici.

Il tag apposito usato su del.icio.us è “ColorScheme”, che rimanda alla lista degli usi di questa tecnica. Qui, semplicemente aggiungendo (“save this”) uno dei bookmark con le pecette colorate si scopre la sintassi “color:hex,hex” che permette di indicare in esadecimale i colori.

Ad esempio inserendo la seguente combinazione nel campo “url”

color:8dbfe0,bee183,f2b2cd,dadbdd,ddc891

E’ la palette di colori degli iPod Mini di Apple che diventa:

delicious ColorScheme Apple iPod Mini

Mentre questa sequenza

color:85C229,3BAE01,D10202,000099

è invece la tavolozza di base di Technorati (presumo prelevata di peso dal loro .css) ed è visualizzata come:

delicious ColorScheme Technorati

Schema 13E’ non solo una funzionalità divertente ma un’opzione comoda che i webdesigner possono usare per sintetizzare e riprodurre (e quindi studiare o replicare) con facilità le color table dell’HTML di qualsiasi sito, famoso o meno, o magari, come ho fatto io per convertire le proprie combinazioni prodotte con qualcuno dei tanti programmini appositi per mischiare e pasticciare con sfumature e gradazioni cromatiche.

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Il logo del Linux Day 2006

Pubblicato il: 01/09/2006 — Tematiche: design, grafica, immagini, informatica, networking culturale

Da Nicola “kOoLiNuS” Losito ho appreso la scelta di un nuovo logo ufficiale per il Linux Day 2006.

Logo Linux Day 2006 originally uploaded by kOoLiNuSIl buon Nicola dice che “quest’anno, ILS memore delle discussioni avutesi circa il logo utilizzato lo scorso anno, ha indetto un concorso per decretare un vincitore quanto piu’ “unanime” possibile”, segnala la pagina con le “motivazioni della giuria e le altre informazioni del caso.” e aggiunge che “Il logo è stato creato con the Gimp ed è stato rilasciato sotto Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0.”.

Io ribadisco anche qui (e argomento meglio) quanto scritto nei commenti di kOoLiNuS.net e su Flickr e cioé che l’iniziativa e il sistema operativo GNU/Linux stesso si sarebbero meritati qualcosa di meglio.

Tra le mie obiezioni sul logo ci cono la poca originalità e personalità (in particolare la scelta poco ispirata di font e palette), il poco equilibrio degli elementi (sopra “INUX” c’è un buco enorme) e per finire un errore grossolano di esecuzione (si sono dimenticati il bordo tratteggiato nella riga verticale). Ulteriore perplessità sula metodologia: perché con Gimp che è un software di fotoritocco e manipolazione raster (bitmap)? I loghi si fanno in vettoriale e la scelta sarebbe dovuta cadere piuttosto su qualcosa come Inkscape.

p.s. Ironia della sorte vuole che circa un anno fa fu sempre un Nicola, questa volta quello di Spazio Digitale, a far notare la scelta infelice e contestata di un altro logo “tutto da rifare” per il Linux Day. Quando si dice la continuità…

From (color) coding to content

Pubblicato il: 29/08/2006 — Tematiche: appunti, collaborazioni, design, grafica

Homepage Usability: 50 Websites DeconstructedQualche giorno fa ho preso in prestito in biblioteca il libro ‘nella sua traduzione italiana) “Homepage Usability” di Nielsen e Tahir.

L’ho fatto un po’ per ripasso delle conoscenze di usabilità e webdesign e un po’ per verificare a posteriori il mio lavoro di studio e progettazione del layout di MusicBlob.it.

La parte che mi interessava era riassunta verso la fine in alcune pagine graficamente dense che mostravano i siti web analizzati con il color-coding, una tecnica basata sul colorare con colori diversi le diverse aree di un sito web.

analisi del layout dei blog per MusicBlob.itE’ questo il lavoro che ho fatto per MusicBlob.it. Ho identificato e scelto quattro esempi tra i più noti blog tematici commerciali (e non) ed ho analizzato i loro layout guardandoli a video e riproducendo e sintetizzando su fogli di carta con uno schizzo la loro struttura.

Sono poi intervenuto sulle sintesi con evidenziatori colorando le aree a seconda della tipologia: logo e elementi d’identità visuale, navigazione e funzioni, contenuto e spazi pubblicitari. Un lavoro forse laborioso ma che ha rivelato impostazioni, punti di contatto e soluzioni, tutte cose utili nella ricerca, studio ed adattamento di una rosa di temi per il CMS scelto e nella successiva creazione e posizionamento degli elementi di MusicBlob.it.

p.s. Il “From Coding To Content” citato nel titolo è il motto della lista di discussione A List Apart

CARBuriamo?

Pubblicato il: 29/04/2006 — Tematiche: grafica, humor, immagini

Pubblico anche qui un piccolo divertissement cultural-grafico realizzato per esorcizzare (sì, lo so, sono un po’ in ritardo) la mania degli ultimi anni della “dieta” Atkins.
Per chi non la conoscesse si tratta di bandire tutti i carboidrati (pane, pasta, ecc.) a favore delle proteine, in particolare carne.

Ecco allora la mia ironica risposta, la campagna Fuck Atkins! Let’s CARB ™ (traducibile liberamente come “Ma va là Atkins! Suvvia, CARBuriamo”


Disponibile come:

GIF per il web a bassa risoluzione (128×128pixel)
JPEG compresso stampabile (300dpi RGB)
TIFF ad alta qualità stampabile (300dpi CMYK)
PDF stampabile
EPS stampabile
SVG stampabile

p.s. Non prescrivere ai pazienti privi di ironia. Aut. Min. Negata. E’ un prodotto disponibile per la libera circolazione previa citazione della fonte.

So. How bad was the fire?

Pubblicato il: 30/01/2005 — Tematiche: english, eventi, grafica, immagini, recensioni, segnalazioni, video

Take some horrifying but hypnotic NASA footage with a crash test of a plane full of dummies, add the widespread availability of digital video editing and scoring tools, mix with an ambitious and ironic graphic design agency and what you get is the Crash Ballet contest.
This is Coudal and Partners, after all, the guys who invented and made popular “Photoshop Tennis”, a postmodern game played between graphic manipulation jocks who take rounds at visual fighting by layering images and ideas one on another.
Keith Watson entry With the Crash Ballet contest they just upped the stakes and took manipulation to the next level, that of audio/video remix productions. Here's some video: add some music and make your own cut. What's notable is not only that the underlying idea is good, but that the contest entries are also nice, little gems, presenting a wide array of styles and approach, and some neat movie editing and scoring techniques.
One of the most noteworthy is the winner, Ethan Mitchell, whose audio track has been cleverly put to use pairing the soundtrack's lurching and staccato (a remix of Interpol's Untitled) to a slow motion effect of the original video material in a painful dissection of what happened that ends with the apt sample “So. How bad was the fire?”.
Also very good, if not even better in its concise and direct approach, is the raw and crude result of runner-up Keith Watson who adopts a very short hardcore (the metal kind, not the techno/dance one) track, SOD's “F**k the Middle East”, and emulates successfully the feel of some actual metal/trash videos of the past (Anthrax come to mind, who are closely related to SOD, by the way) substituting car hits, crashes and explosions with the damage sustained by the plane and the dummies in the inside. There's nice stuff also among the further entries like Alex Taylor's, a Seventies' hard rock cum keyboards audio track which expresses nicely the fury of the featured video sequences.

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