The Filth: istruzioni per l’uso
La scorsa settimana ho ricevuto, insieme ad altri libri, anche la raccolta brossurata in volume unico della serie “The Filth” di Grant Morrison, Chris Weston e Gary Erskine per la DC/Vertigo.
Non ho intenzione di fare una recensione per vari motivi, uno dei quali è che sono stato il traduttore in italiano dei 13 albi per la Magic Press e ho già contribuito con alcune note e dettagli sull’opera.
Voglio invece evidenziare come nella versione raccolta il fumetto sia introdotto non da una prefazione di questo o quel personaggio noto e tantomeno da retroscena di autori o curatori. Ci sono invece tre pagine intitolate “Patient Product Information” che scimmiottano delle (finte) istruzioni per l’uso dei medicinali, quelle dette in gergo dei bugiardini.
Le pagine, un elenco di consigli, indicazioni e controindicazioni alla lettura di “The Filth”, sono in perfetta armonia tematica e grafica con le seguenti trecento pagine di fumetto e anche con la quarta di copertina. Ancora più rilevante (e secondo me palese) è che si tratta un modo ironico in cui lo scrittore ed ideatore, Grant Morrison, ha voluto rispondere a chi tra lettori e recensori ha bollato la serie con un “non si capisce niente!”
Graficamente ricercate come le copertine della serie (realizzate dallo studio Segura) questa pagine sono un esempio di metatestualità che si aprono con
“Warning! Be Careful!”
servono ad esternare le tematiche ed il pubblico a cui Morrison si rivolge con The Filth
“all manner of disorders including Internet pronography addiction, insomnia, grief, ‘mid-life’ crisis, schizophrenia, the ignorance of samsara and the 21-st century blues”
ma sopratutto per sottolineare che
“The Filth contains the active ingredient metaphor“
Ergo: si consiglia vivamente l’astensione dalla lettura a chi difetta di sentimenti, immaginazione e di ironia. ;-)
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Troppo spesso su riviste, siti e blog si parla di servizi e nomi quali Napster, di formati come l’Mp3, AAC e WMA o di DRM e tecnologie di protezione e gestione dei diritti senza che venga fornita una prospettiva storica adeguata entro cui inquadrarli e contestualizzarli.


With the Crash Ballet contest they just upped the stakes and took manipulation to the next level, that of audio/video remix productions. Here's some video: add some music and make your own cut. What's notable is not only that the underlying idea is good, but that the contest entries are also nice, little gems, presenting a wide array of styles and approach, and some neat movie editing and scoring techniques.