“Dealers Of Lightning - Xerox PARC and the dawn of the computer page”
di Michael A. Hiltik - Harper Business - 448 pp. paperback - lingua: inglese
Una minuziosa e avvincente cronistoria dei primi anni, quelli cruciali per la Silicon Valley e per la storia dell’informatica, del centro di ricerca californiano della Xerox. Leggi il resto »
Today was the 25th anniversary of the IBM model 5150, widely known as the PC (although many would argue that the real, original PC was the Apple II).
The Mondadori MyTech site published an article by yours truly with an iconographic gallery (more on this later on) but since it’s in italian here are some links and sources in english.
IBM has an intro piece which leads into a short but interesting set of pages with specifics, genealogy and original press release of the model 5150 and subsequent IBM PC offerings (including the PS/2s family).
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Oggi 12 agosto 2006 si festeggia un quarto di secolo dal lancio del famigerato IBM modello 5150 noto anche come “PC IBM”.
Per l’occasione comincio con la segnalazione del mio articolo pubblicato su MyTech: “Buon compleanno Pc!”.
A corredo del pezzo c’è anche una galleria iconografica tratta da mie scansioni dalla brochure originale IBM italiana dell’epoca, donatami anni fa da Nicola Battista. Consiglio di vederla su Flickr dove le immagini sono più grandi. Leggi il resto »
Il mese scorso ho recuperato presso un mercatino (qualcuno lo definirebbe un "NUPO") due confezioni di un software Apple chiamato Media Tool. L’avevo già intravisto menzionato su una vecchia brochure della metà anni ‘90 ma si tratta di un’occasione di indagare su questo prodotto misconosciuto (è una specie di antagonista di Director) e di fare un po’ di archeologia informatica.
Chi fosse interessato può consultare i bookmark specifici su del.icio.us su cui sto accumulando informazioni e retroscena su Apple Media Tool e sulla sua storia.
Leggendo una delle bozze sul blog di Mike Evangelist, di cui ho scritto lo scorso mese ho aggiunto ulteriori pezzi al puzzle della storia della Astarte, che mi piacerebbe incorporare in un ideale futuro secondo capitolo del balletto dei marchi.
- La piccola software house tedesca Astarte è responsabile sia di Toast, finito alla Adaptec (poi Roxio) che di DVDDirector finito ad Apple con tutta l’azienda e trasformatosi in DVD Studio Pro e iDVD
- Insieme a Mike Evangelist, che gestiva gli affari negli USA, alla Astarte c’era Freddie Geier, che è stato poi il CEO di un’altra azienda chiave del multimedia, la Elgato e di recente è passato a dirigere la filiale tedesca di Apple e secondo alcune voci potrebbe avere un ruolo importante nella risposta di Cupertino al Media Center.
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Da alcuni anni sto ricostruendo le vicissitudini del sistema operativo UNIX commerciale Xenix. Ne ho parlato per la prima volta in uno dei primi articoli pubblicati da Mondadori Mytech, una seminale sortita nel retrocomputing e nella storia recente dell’informatica fatta a quattro mani con il mio amico, socio e collega Nicola " Dj Batman" Battista e poi ancora sulla rivista Open Source nel nel divertissment Il balletto dei marchi (di cui mi sarebbe piaciuto fare un seguito, il materiale non manca).
Ora, anche grazie a vecchie riviste come Byte ed ai newsgroup in materia attivi in passato sto cercando di stilare una lista dei programmi commerciali per questo sistema operativo, lista in cui figurano diverse sorprese:
Grazie ad una segnalazione su it.comp.macintosh ho scoperto il blog di Mike Evangelist, ex Astarte (un nome su tutti: Toast) e poi finito a Infinite Loop dove ha curato lo sviluppo di Final Cut Pro, DVD Studio Pro, iDVD e altri prodotti, tutti più o meno derivati dall’acquisizione della sua azienda da parte di Apple.
Evangelist sta scrivendo un libro sulle sue vicissitudini ed esperienze lavorative, dal furbo titolo "Jobs I’ve Known" e sul blog ha una affascinante sezione con bozze e pezzi vari della stesura che svelano retroscena davvero interessanti, sopratutto per chi ama come me la storia dell’informatica (talvolta camuffata sotto la definizione di retrocomputing) e quelli che amo definire i "balletti dei marchi".